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Paquetà e la controversia FA: rischio risarcimento

La prospettiva di una stagione da protagonista sembrava quasi una certezza per Lucas Paquetà, pronto a passare al Manchester City in una trattativa da oltre 100 milioni. Invece una bufera ha improvvisamente fermato tutto, proiettando il brasiliano in una narrazione molto diversa dal previsto e mettendo a rischio un trasferimento destinato a cambiare il corso della sua carriera.

Una accusa che blocca tutto

La Football Association ha rivolto a Paquetà l’ipotesi di aver accumulato cartellini di ammonizione in modo volontario, per favorire scommesse sospette tra conoscenti. Le cifre in ballo erano contenute — circa 50.000 euro scommessi per potenziali incassi oltre 150.000 — ma le conseguenze, in termini disciplinari, avrebbero potuto essere estremamente pesanti, arrivando persino a una squalifica a vita. L’indagine, basata su elementi circostanziali, ha di fatto congelato l’operazione e offuscato una fase della sua carriera.

Per mesi Paquetà è stato al centro del ciclone mediatico, con il City che osservava da vicino e una stagione inizialmente promettente che sembrava sfumare tra indiscrezioni e mutismi istituzionali. Il trasferimento tanto agognato appariva improvvisamente lontano, mentre la realtà sul campo restituiva un’immagine ben diversa di ciò che sarebbe potuto essere.

La sentenza e i danni subiti

Alla fine è giunta la sentenza: assoluzione piena. Le prove presentate non hanno retto davanti all’accusa e non è emersa alcuna dimostrazione di irregolarità. Il danno però resta, e non è solo economico: danno reputazionale e una perdita di tempo prezioso che potrebbe condizionare una traiettoria già intensa e volatile come quella di un giovane talento.

La FA, annunciando di non aver intenzione di ricorrere, ha sottolineato l’impegno per l’integrità del calcio. Ma per Paquetà e il suo entourage la battaglia non si ferma qui: la percezione pubblica è stata scossa, e l’assegnazione di giustizia dovrà forse passare anche per vie civili, se le parti decideranno di proseguire.

La rivincita legale: una possibile causa contro la FA

Con il silenzio iniziale della FA che alimentava la discussione, Paquetà avrebbe affidato al suo avvocato, Alistair Campbell, la valutazione di una possibile azione milionaria per risarcire i danni subiti. Il Daily Mail riferisce che il giocatore sarebbe pronto a muoversi oltre il campo sportivo, avviando una causa che riguarderebbe sia l’aspetto economico sia quello sportivo della vicenda.

Campbell avrebbe indicato la necessità di tutelare non solo il valore della carriera ma anche la reputazione compromessa da un’indagine ritenuta, a giusta ragione, infondata. L’obiettivo dichiarato sarebbe ottenere giustizia anche attraverso i canali civili, qualora la richiesta non trovasse riscontro nelle sedi sportive.

Oltre la sentenza: si apre un precedente?

Il dibattito va oltre la singola vicenda: il caso potrebbe porre una domanda decisiva sulle responsabilità delle federazioni quando indagano in modo opinabile, producendo danni sostanziali ai giocatori. Se la giustizia sportiva non riuscisse a offrire una tutela adeguata, la possibilità di azioni legali civili potrebbe diventare una strada percorribile anche per altri atleti che si ritrovano in simili contingenze, ricordando quanto sia fragile l’equilibrio tra guida sportiva e diritti individuali.


Sintesi: Paquetà è stato assolto dalla FA, ma la controversia potrebbe non finire qui. Ora si valutano azioni legali per danni economici e sportivi. Il caso potrebbe definire un precedente importante per il calcio e i diritti dei giocatori.