Juve tra gol e decisioni decisive
Una stagione che parla di alti e bassi: due risultati significativi, una vittoria 4-3 e un pareggio 4-4, inframezzati da minuti di recupero che hanno regalato due punti in più alla Juventus e lasciato l’Inter a -6. Allo stesso tempo, quegli stessi minuti hanno impedito di chiudere rapidamente l’esordio europeo con una battuta d’arresto.
Attacco in prima linea, Vlahovic trascina la fase iniziale
La Juve non molla mai, e l’“impresso” di Tudor è evidente anche in attacco. Dusan Vlahovic è l’uomo copertina di questo avvio di stagione: ha trovato il gol nella stragrande maggioranza delle partite, mettendo a segno una doppietta contro la formazione tedesca e mantenendo costante la propria presenza offensiva, salvo la passerella contro l’Inter. Subentrando, l’attaccante serbo si sta rivelando una freccia per gli avversari da leggere e contenere.
Difesa sotto pressione: sette reti in due gare
Il rovescio della medaglia è rappresentato dalla retroguardia: sette gol incassati in due match sono un fardello significativo per chi sogna traguardi di alto livello sia in campionato sia in Europa. Tudor è consapevole della frattura tattica e lavora per spezzare il corto circuito, pensando a scelte drastiche messe in campo ad ogni allenamento per restituire solidità al pacchetto arretrato.
Di Gregorio tra promesse e pressioni
Dietro le quinte, la porta resta una piaga aperta. Di Gregorio, arrivato la scorsa stagione dal Monza per circa 20 milioni, ha offerto in parte buone risposte ma anche indecisioni che non passano inosservate. Nonostante la fiducia di Tudor, le prestazioni hanno avuto alti e bassi e i tifosi iniziano a chiedere certezze. In panchina non c’è ancora l’idea di un cambio definitivo tra i pali, ma l’ex Monza dovrà fornire nuove risposte sul fronte campionato e soprattutto in Champions League.
Investimento importante e scenari futuri
La gestione dell’estremo difensore è legata a una scommessa economica importante: oltre ai 18 milioni per il cartellino, esistono circa 18 milioni di ingaggi da versare in cinque anni. L’obiettivo è trasformare Di Gregorio in una solida certezza dopo l’addio di Szczesny: se i segnali non miglioreranno, la proprietà potrebbe guardarsi intorno e valutare alternative. Tudor, al momento, preferisce non accelerare su un cambio di titolarità, ma la situazione resta monitorata. Nel frattempo Comolli potrebbe sondare altre opzioni per rafforzare l’assetto tra i pali qualora la situazione dovesse persistere nel corso della stagione.
