La Juventus è tornata a raccontare una storia di certezze, non di mercato. In vetta al campionato, in coabitazione con un Napoli altrettanto determinato, i bianconeri hanno la possibilità di giocare la partita senza dipendere da operazioni estive; e hanno messo a referto una vittoria preziosa contro l’Inter, finalista di Champions League, capace di condurre inizialmente e poi di cedere nel finale.
Due certezze che non temono il mercato
Il tecnico croato ha due pilastri che hanno guidato la serata: Gleison Bremer e Kenan Yildiz. Due protagonisti, anche ieri sul campo, che Thiago Motta non ha potuto schierare pienamente in passato ma che ora tornano a dare solidità e imprevedibilità alla Juve.
Bremer, pilastro ritrovato
Bremer è stato out all’alba della scorsa stagione a causa di un grave infortunio al crociato: la difesa aveva perso certezze in un attimo, aprendo una fase buia. Oggi il centrale brasiliano rialza la barriera e invita la squadra a credere in una solidità difensiva ritrovata.
Yildiz, la trasformazione del ruolo
In precedenza il turco partiva largo a sinistra per poi accentrarsi: non era la condizione ideale per far emergere al meglio il numero 10. Tudor lo ha reinserito al centro dell’azione, affidandogli un ruolo chiave nel 4-2-3-1 e trasformandolo nel simbolo della Juve capace di lottare per lo scudetto.
Il sistema che cambia la Juve
Con il doppio trequartista, la Juve sta valorizzando le qualità di Bremer in difesa e di Yildiz nella fase offensiva, offrendo una nuova identità tattica capace di incidere sui grandi appuntamenti della stagione.
La classifica e le prospettive
All’Allianz la squadra di casa occupa la vetta in coabitazione con il Napoli, in attesa della Cremonese. È una Juve che, dopo la serata contro l’Inter, trasmette fiducia e solidità, elementi che trascendono le sole operazioni di mercato.
La Juve ha trovato due certezze su cui costruire, Bremer e Yildiz.
Tudor ha liberato il turco da esterno, riportandolo al cuore dell’azione nel 4-2-3-1 e trasformando la squadra in contendete credibile per lo scudetto.
La stagione resta lunga, ma la musica è cambiata: la base è solida, e l’Allianz è teatro di nuove prospettive.
Questo è l’inizio di una svolta che nessuno in casa bianconera voleva rimandare.
